Il Biancospino

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Il nome botanico è Crataegus; al genere appartengono circa duecento specie di arbusti o piccoli alberi, diffusi in Europa, Asia, Africa e nord America.
 
Appartengono alla famiglia delle rosacee e il nome comune è dovuto al fatto che le specie più diffuse in Europa e in Italia, hanno fiori simili a piccolissime rose semplici e i rami portano spine molto acuminate. Solitamente viene chiamato biancospino crataegus monogyna, una specie molto diffusa in Europa, ma il termine viene comunemente utilizzato per indicare qualsiasi crataegus, e non solo.
 
 
Nei giardini italiani, anche nelle alberature stradali, troviamo di solito crataegus monogyna e crataegus laevigata (che offre il vantaggio di avere una bella fioritura rosata o rossa) e i loro vari ibridi creati nel corso dei secoli. Tali piante hanno fogliame di colore verde scuro, lucido, con forma lobata; i fiori sono piccoli, e sbocciano all’inizio della primavera, riuniti in corimbi, ovvero in piccoli mazzetti; ai fiori seguono piccoli frutti, dei pomi, commestibili, anche se il sapore è talvolta leggermente acidulo; i frutti sono tipicamente di colore rosso vivo, ma esistono specie a frutti gialli, verdi, o porpora; crataegus azarolus ha frutti un poco più grandi rispetto alle altre specie, e appartiene al gruppo dei frutti antichi e dimenticati, gli azzeruoli venivano un tempo coltivati come fonte di frutta a buon mercato, e con le minuscole mele si preparavano salse, composte e marmellate; gli arbusti non divengono molto ampi, in genere non superano i 3-5 metri di altezza; in genere si utilizzano in giardino come esemplari singoli. Invece è infrequente vedere dei biancospini posizionati a formare delle siepi, nonostante il portamento eretto e compatto.
Read 631 times Last modified on Sabato, 27 Gennaio 2018 12:35
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